Quando Paride Acacia era Gesù nella versione italiana di Jesus Christ Superstar del 2010

Torna al Sistina un’opera rock in inglese, con orchestra sul palco e sottotitoli in italiano nei quali è possibile leggere i passi più emblematici delle sacre scritture. Narra la vicenda di un uomo che potrebbe essere definito un ‘supereroe’ dei nostri tempi, un re: Jesus Christ.
I discepoli rivoluzionari e fedeli, tranne uno, danzano e cantano intorno alla loro star chiamata Gesù. E così Paride Acacia vestito di purezza e fede, intona parole piene d’amore per l’intera umanità, anche per colui che in una messinscena d’amore ed odio, con un bacio lo tradirà nell’orto dei Getsemani. L’amore domina gli animi di coloro che sostengono Gesù ed è anche nel cuore della Maddalena (Simona Bencini) che ammira quest’uomo dopo aver pianto per i suoi peccati purificati dall’amore stesso. Un accattivante e benevolo Mario Venuti nei panni di Pilato, pur ascoltando coloro che intendono crocifiggerlo, posa sul capo del Messia una corona e dopo essere stato beffeggiato da un Erode burlone e sgargiante come Max Gazzè, facendo la volontà del Signore, morirà sulla croce. Splendido nelle vesti di Giuda, il cantante Matteo Becucci.
Anche se Tim Rice, uno degli autori del famoso testo di questo musical straordinario, immagina un altro finale, proiettando la storia di Gesù ai tempi nostri, credo che un uomo mosso dall’amore per gli uomini non avrebbe avuto vita facile nemmeno oggi in cui tutti, come i personaggi di questa storia, continuano a tradire, condannare ed incolpare il prossimo ma nessuno ha imparato ad amarlo com se stesso. E’ un’opera di forte impatto emotivo sia per l’interpretazione del magnifico cast che per la scenografia essenziale e struggente. Il capolavoro di Piparo, Webber e Rice è destinato a durare nel tempo.

di Tania Croce

(in foto Paride Acacia)






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