Intervista prima della prima con Blas Roca Rey che mi racconta l'Iliade di Baricco in scena l'8 luglio 2016 a Malborghetto

Calcherà le tavole del suggestivo palcoscenico di Malborghetto domani sera alle 21.15 l'attore e regista Blas Roca Rey, accompagnato da Monica Rogledi e i musicisti, per trasmettere ancora una volta le sue emozioni, nella rilettura dell'Iliade di Alessandro Baricco.

Sono stati sedici minuti estremamente toccanti per me e li voglio raccontare attraverso le parole di Blas, che gentilmente mi ha concesso quest'intervista prima della prima, ed ora la parola alle emozioni stesse.

Vorrei partire dall'innovazione di Baricco che consiste nei monologhi, nelle narrazioni personali. 

Sì. Facciamo tutti monologhi femminili e maschili

Tu rappresenti questo spettacolo da quanto tempo?

Da anni con attrici diverse; L'ultima volta con Lorenza Indovina, con Amanda Sandrelli, la prima volta sarà stata otto anni fa poi lo interrompo, lo riprendo, però è una specie di festa per me fare questo spettacolo però appena posso lo rimetto in piedi e ci lavoro perché per me è fantastico, è bellissima da vedere ma è bellissima da fare...


In scena sei tu e Monica Rogledi?


Sono 21 monologhi?

Sono 21 ma la riduzione che ho fatto e più breve, la lettura integrale era di 2 ore e 40 tutti i personaggi salienti sono rimasti ma c'è tutta la cronologia della vicenda, che si segue perfettamente

Come sei entrato in contatto con Baricco?

E' successo come sempre succedono le cose più belle, per caso, stavo leggendo in quei giorni l'Iliade per conto mio e l'autore delle musiche che ancora oggi suona con me che è Pino Cangialosi, mi chiamò dal Festival di Letteratura di Lecce dicendomi che il tema dell'anno era l'Iliade e io ho detto: "Ce l'ho" e così ho iniziato a lavorarci, parlammo con l'organizzazione e io la cominciai a ridurre, a farla snella, andò  molto bene era una platea sterminata con 700 persone, poi da lì ho fatto diverse repliche al chiuso all'aperto, nei vari siti archeologici e teatri italiani, al teatro romano di Ascoli Piceno, via via cambiando attrice per motivi logistici, ha avuto una storia molto bella

Ti sei calato nei personaggi rappresentati con estrema naturalezza

E' facile perché la scrittura è fatata e certe volte devo stare attento perché l'emozione mi mangia e mi vengono le lacrime agli occhi leggendolo e mi lascio trasportare, si vorrebbe sia il pubblico a piangere e ridere e non l'attore

Ti capisco perfettamente, l'emotività è una cosa troppo bella perché si ha la possibilità di sentire tutto però allo stesso tempo si devono frenare le emozioni provate nel caso in cui le rappresenti, cercando di non coinvolgerti troppo, ci dovrebbe essere un distacco, cosa che però voi attori sapete fare molto bene

Rispetto alle altre versioni, ci sarà un'atmosfera mediorientale domani sera?

L'atmosfera non sarà mediorientale perché Marzuk Mejri, il cantante tunisino avrà un concerto a Napoli domani sera, lo abbiamo sostituito con un altro musicista, ci saranno i flauti armeno e turco e percussioni

Mi vuoi dire ancora qualcosa di emozionante su questo spettacolo?


Quello che mi ha conquistato di questo testo, è che è legato ai ricordi della scuola ma il suo autore fa piazza pulita, scrosta quell'effetto didascalico lontano e muffo delle materie scolastiche ridando all'Iliade la potenza evocativa che ha, con l'azzardo di spazzare via gli dei

Ho letto dell'eliminazione della divinità nella narrazione di Baricco

E' un azzardo perché gli dei sono antropomorfi, scendono a fianco degli eroi, qui risulta più brutale e violenta la lotta tra essere umani che sono super umani

Questa è la bellezza della scelta dei Teatri di Pietra, il tema dell'umanità, la riscoperta e la descrizione del caos umano ingestibile, questo è molto importante in uno scenario come quello dei siti archeologici scelti da Aurelio Gatti


La cosa bellissima è che i personaggi in scena sono piccoli grandi uomini, da una parte hanno la statura e la potenza evocativa degli eroi omerici, dall'altra sono piccole persone, invidiose, capricciose, iraconde

Con tutti i vizi descritti da Shakespeare?

Esattamente e tutto questo ce li rende vicini, probabili, attuali, insomma è proprio bello!

di Tania Croce






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