Fuori Programma Festival Internazionale di Danza Contemporanea al Teatro Vascello

15-18-21-25-27 luglio 2018 h 21
FUORI PROGRAMMA
Festival Internazionale di Danza Contemporanea
Terza edizione
direzione artistica Valentina Marini
Prodotto da European Dance Alliance/Valentina Marini Management in collaborazione con Teatro Vascello
L'eccellenza della danza internazionale in un festival che punta a una sintesi delle più interessanti e recenti produzioni coreografiche
Biglietti
Intero € 17,00, ridotto € 12,00
(ridotto over 65, studenti under 26, allievi scuole di danza)
Abbonamenti
6 spettacoli € 60,00; 3 spettacoli € 40,00

GLI SPETTACOLI, LE COMPAGNIE

TEATRO VASCELLO ROMA


SPECIALE PROMOZIONE VALIDA PER UN MINIMO DI DUE PERSONE
domenica 15 luglio h 21: 1 biglietto speciale a 5€ e 1 a 15€ prenotati subito apromozione@teatrovascello.it
We Love ArabsHillel Kogan (IL)
prima regionale



testo e coreografia Hillel Kogan
danzatori Adi Boutrous e Hillel Kogan
luci Amir Castro
musiche Kazem Alsaher, W.A. Mozart
consulente artistico Inbal Yaacobi e Rotem Tashach


Spettacolo realizzato con il contributo dell'Ambasciata di Israele in Italia


Dopo cinque anni di intenso tour internazionale, insignito dell'Outstanding Creator Award arriva per la prima volta a Roma il dissacrante spettacolo di teatro e danza contemporanea We Love Arabs del coreografo israeliano Hillel Kogan, proveniente dalla prestigiosa Batsheva Dance Company di Tel Aviv

Questa performance, ironica e intelligente, porta in scena la storia di un coreografo isreaeliano che sceglie un ballerino arabo per affrontare il tema della convivenza tra ebrei ed arabi in Israele. Uno spettacolo politico portatore di un messaggio di pace e coesistenza, che si interroga sull'identità, e, nel mettere in scena le differenze, si arrende all'uguaglianza tra gli uomini.
Kogan illustra la propria volontà di esplorare anche gli spazi che lo respingono, o che non gli appartengono e lo fa danzando e parlando alla platea e proprio quegli spazi, "quelli dove il corpo non si sente a proprio agio, – come dice – sono gli spazi occupati da un arabo".   
I due ballerini si assomigliano, nessuno dei due ha tratti etnici distintivi.


HILLEL KOGAN

Universalmente riconosciuto e invitato in tutto il mondo come attore, creatore, drammaturgo, coreografo e danzatore. Dal 2005 al 2016, su invito di Ohan Naharin, ha diretto le prove della Batsheva Dance Company (la più prestigiosa compagnia di danza contemporanea Israeliana), per cui è stato assistente di Naharin nella direzione del Batsheva Ensemble. Nel 2009 vince il prestigioso premio Israeliano Teva nella categoria danzatori.
Nel 2010 vince l'Yair Shapira per il suo operato nel campo della danza Israeliano sia come coreografo, che come danzatore e insegnante.
Nel 2013 è stato insignito del titolo "Distinguished Creator" dal Circle of Israeli Dance Critics per We Love Arabs, rappresentato nel Festival Fuori Programma 2018.
Nel 2015 Hillel è stato nominato direttore artistico del Festival di danza israeliano Curtain Up 



TEATRO VASCELLO ROMA
SPECIALE PROMOZIONE VALIDA PER UN MINIMO DI DUE PERSONE
mercoledì 18 luglio h 21: 1 biglietto speciale a 5€ e 1 a 15€ prenotati subito apromozione@teatrovascello.it
Don't Talk to Me in my Sleep
Dunja Jocic (NL)
prima nazionale
in partnership con Bolzano Danza Festival

coreografia e set concept Dunja  Jocic
performance Luca Cacitti, Shai Partush
musica Hugo Morales
testo Barbara Markovic, interpretato da Michael Jahoda  e  Sabine  Kupferberg
scene e luci Pavla Beranova
costumi Slavna Martinovic
produzione Korzo Production, Bird Production
Un duetto che mette in scena la relazione claustrofobica di un uomo con la madre. Don't talk to me in my sleep ("Non parlarmi nel sonno"), liberamente ispirato al rapporto tra Andy Warhol e Julia Warhol, premiato al Noorderzon Festival 2015, si svolge in una stanza buia e desolata tra specchi, fiori di plastica e tazze da tè nella casa dove un uomo vive ancora insieme a sua madre e al suo gatto. Tra sogni di una vita indipendente e schizofrenici riti quotidiani, Jocic dispiega una danza travolgente su un inquietante paesaggio sonoro. Mentre la ripetizione di modelli quotidiani creano terreno fertile per dissapori reciproci, portandoli entrambi al limite della sanità, nella mente dell'uomo emergono i sogni di librarsi in una propria vita indipendente.

DUNJA JOCIC

Per anni danzatrice di punta del Club Guy & Roni, hanno sorpreso le sue doti di coreografa oltre che di regista già dal suo primo lavoro, distintosi per originalità.
Dunja Jocic ha iniziato la sua carriera collaborando con Nikola Zavisic come coreografa per numerose produzioni teatrali per il Serbian National Theatre, il Belgrade National Theatre, Yugoslavian National Theatre.
Nel 2007 ha prodotto il suo primo lavoro da coreografa, No flowers, please, per il quale ha vinto il premio speciale per l'Innovazione al Festival of Choreographic Miniatures di Belgrado.
Lo stesso Festival gli ha commissionato in seguito la creazione di uno spettacolo a serata intera intitolato Not Me, insieme al Grand Theatre di Groningen. Nel 2011 anche il suo corto Mirroring ha vinto il Best Short Film al Belgrade Documentary and Short Film Festival. Don't talk to my me in my sleep è stato premiato nel 2015 al Noordezon Festival di Groningen. Nel 2016 è stata premiata con il BNG Bank Dance Prize come Talento d'Eccellenza e ha coreografato La Mode, una piece di Tomoko Mukaiyama, danzato da Spellbound Contemporary Ballet di Roma, questo lavoro commissionato per l'opening ufficiale del National Taichung Theatre di Taiwan.  

sabato 21 luglio h 21
La Morte e La Fanciulla
Compagnia Abbondanza/Bertoni (IT)
prima romana


regia e coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Eleonora Chiocchina, Valentina Dal Mas, Claudia Rossi Valli
musiche F.Schubert, La Morte e la Fanciulla
luci Andrea Gentili
video Jump Cut
produzione Compagnia Abbondanza Bertoni con il sostegno di MIBACT Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, Provincia Autonoma di Trento – Servizio Attività Culturali, Comune di Rovereto, Assessorato alla Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

La Morte e La Fanciulla costituisce un vero fiore all'occhiello per la danza contemporanea italiana.

In scena tre differenti "capolavori".
Uno musicale: il quartetto in re minore La morte e la fanciulla di Franz Schubert.
Uno fisico: l'essere umano nell'eccellenza delle sue dinamiche.
Uno spiritual-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi.
Il nostro pensiero torna a posarsi sull'umano e ciò che lo definisce: la vita e la morte; l'inizio e la fine sono i miracoli della nostra esistenza, così come l'impermanenza dell'essere con le sue forme continuamente mutanti.
Questo transitare da una forma all'altra, ha a che fare con l'arte coreutica: portatrice di un tale compito, è essa stessa un balenare di immagini che appaiono e scompaiono continuamente; per questo abbiamo indugiato proprio su quell'aspetto che potremmo definire crepuscolare della danza, colta, nella nostre intenzioni, proprio nel suo attimo impermanente e transitorio.
Un esempio di scrittura musicale che aspira all'infinito e accompagna l'ascoltatore oltre un'idea razionale, verso l'ignoto e il trascendente. "Abbiamo cercato di capire, di aprire, come chirurghi, il corpo di questa scrittura per scrutarne i vuoti, gli spazi cavi e mai come questa volta comporre è assomigliato a un eterno precipitare, a un fuggire da ogni fine e da ogni senso".

COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI

Dall'esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni "poetiche" di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica Zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e docente alla Scuola del Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni fondano la Compagnia Abbondanza/Bertoni riconosciuta come una delle realtà artistiche più prolifiche del panorama italiano per le loro creazioni, per l'attività formative e pedagogica e per la diffusione del teatro danza contemporaneo. Dopo quasi trent'anni di pluripremiata attività in Italia e all'estero con oltre 40 creazioni ed essere riconosciuti maestri per giovani e futuri coreografi, la loro Associazione Trentina Formazione Produzione Danza e Spettacolo, altro nome della Compagnia A/B, è riconosciuta oggi come una delle realtà artistiche più importanti e vitali del panorama italiano. Vincono il premio Danza & Danza "migliori interpreti", il premio Cascina per la coreografia, e il premio ETI-Stregagatto con lo spettacolo Romanzo d'infanzia, che ha superato le 600 repliche nelle quattro versioni: italiana, inglese, francese, portoghese. Lo struggente lavoro?La morte e la fanciulla, già premio Danza&Danza 2017 è candidato ai premi UBU e Hystrio  

25 luglio ore 21.00
Full Moon
Spellbound Contemporary Ballet (IT)
prima assoluta
coreografia e regia Mauro Astolfi
disegno luci Marco Policastro
musiche varie
interpreti Alice Colombo, Lorenzo Capozzi, Maria Cossu, Pablo Girolami, Mario Laterza, Giuliana Mele, Valentina Staltari, Aurora Stretti, Giacomo Todeschi
produzione Spellbound con il contributo del Ministero per I Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Full Moon racconta il percorso per cercare di decifrare la realtà individuale, un'operazione forse impossibile, pensando ad esempio come le sole fasi lunari possano agire in profondità sull'uomo, sulla natura, provocando uno stato dove ci si sente smarriti se non addirittura torturati dalla sensazione di non essere mai completamente capaci di farcela.

Full Moon è una breve storia che rimane inizialmente sospesa, che parla di  quei pensieri "fuori controllo" che potrebbero sembrarci negativi, ma che non lo sono, che non descrivono affatto la  realtà in cui vogliamo  vivere ma, al contempo, è magari  ciò che stavamo manifestando.
Come la luna prima che diventi piena è un fenomeno che influenza tutto quello che c'è intorno a noi, smuove e disordina, la luna piena è una sorta di "risveglio" del nostro lato istintivo, il momento dove si sente a "fior di pelle" cosa sta accadendo di importante, dove capiamo cosa lasciar andare per far si che nostra Luna diventi eterna.

SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET

Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l'eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea del Sud). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell'offerta culturale internazionale. L'ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori. 

27 luglio ore 21.00
Corpo a Corpo
Compagnia Zappalà Danza (IT)
prima regionale
da un'idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà
coreografia e regia Roberto Zappalà
musiche varie
danzatori Gaetano Montecasino, Fernando Roldan Ferrer
costume Roberto Zappalà
realizzazioni costumi e assistente Debora Privitera
luci Roberto Zappalà

La nuova creazione di Roberto Zappalà "Liederduett" con debutto previsto per l'estate 2018, è stata anticipata da alcuni step di meditazione: Corpo a Corpo e Come le Ali, entrambi con una loro autonomia artistica.

L'albero/progetto di Transiti Humanitatis si arricchisce di una nuova ramificazione, una "fronda" che richiama e rafforza, per affinità di riferimenti, una nuova possibile genesi già esplorata dal coreografo in Oratorio per Eva.
Corpo a Corpo, in prima assoluta a marzo 2018 per Scenario Pubblico, indaga la violenza che i corpi subiscono ed esprimono sin dall'inizio della vita. L'intenzione è quella di meditare sul tempo della violenza, sul bene e sul male, sulle lotte dell'umanità partendo dalle figure di Caino e Abele.
Corpo a Corpo è la prima lotta e anche il primo delitto; il primo fratricidio e anche il primo martirio; la prima conseguenza della rottura del rapporto fra gli uomini con Dio. Una rottura così tragica e definitiva da condurre al delitto.
La nuova creazione di Roberto Zappalà con i mezzi che ovviamente le sono propri: i corpi, il movimento, la danza parte dal "primo lutto" come monito e avvertimento per i lutti di oggi.

COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA

Fondata  nel 1990  da  Roberto  Zappalà  la  Compagnia  Zappalà  Danza  è  considerata una delle  più  interessanti  realtà  della  danza  contemporanea  italiana. L'ensemble si distingue per la  disponibilità  di  un  repertorio  ampio  e  articolato,  frutto  del  lavoro  sinergico  e  prolifico  di  Roberto  Zappalà  e  del  suo  drammaturgo  di  riferimento  Nello  Calabrò  che  negli  anni  hanno  tracciato  un  percorso  progettuale  in  continua  espansione.  Caratteristica delle creazioni, molte  realizzate  con  le  musiche  dal  vivo, è  anche  un  rigoroso  lavoro  sul  linguaggio  che  nel  tempo è  stato  costruito,  denominato  MoDem.  Per le produzioni,  Zappalà  spesso ha  elaborato dei  percorsi  articolati con progetti ampi, alcuni di questi: "Corpi  incompiuti"  (2002-2007), "Instruments" (2007-2009), "re-mapping  sicily"  (2010-2015), "Transiti  Humanitatis"  (2015-2017). Gli spettacoli della compagnia sono stati proposti in tutta Europa e in Centro e Sud America,  Medioriente, Sudafrica, Corea, Cina, nell'ambito di cartelloni di respiro internazionale quali Théatre de la  Ville di  Parigi, Palacio de  Bellas Artes di  Città del Messico, Torinodanza  Festival, Auditorium Parco della  Musica di Roma, Suzanne Dellal Centre di  Tel  Aviv, Teatro Comunale di Ferrara, OrienteOccidente Festival,  Arko Theatre di Seoul, Belgrade Dance Festival, Madrid En Danza, ImpulsTanz Vienna, e molti altri. Tra i  premi ricevuti, il Premio Danza&Danza 2009 migliore produzione italiana per "A.semu tutti devoti  tutti?" italiana e il Premio Danza&Danza 2015 Produzione Italiana dell'Anno per LA NONA (dal  caos,  il  corpo). Dal 2002 la Compagnia Zappalà Danza è residente a Catania presso Scenario Pubblico, una struttura che ha consentito alla  compagnia  e al  coreografo  di  ampliare  e approfondire  il  lavoro  di  ricerca  coreografica e di radicarsi  sul  territorio. Nel 2015 la Compagnia Zappalà Danza con Scenario Pubblico ha ottenuto dal MIBACT il riconoscimento di Centro di Produzione della Danza, insieme ad altre due strutture  Italiane

Fuori Programma apre quest’anno una nuova collaborazione con Casa dello Spettatore che curerà INCONTRO ALLA DANZA_fuori programma. Due appuntamenti con il pubblico l’11 e il 21 luglio, per percorrere insieme un cammino condiviso dentro gli angoli di un’arte antica, costantemente elaborata e ripensata. Gli incontri si terranno a partire dalle ore 19.00 al Teatro Vascello e sono ad ingresso gratuito. Per partecipare e richiedere informazioni è possibile scrivere a info@casadellospettatore.it.

Prima della Scena la Città. Gli spettatori del 
Festival Internazionale di Danza “Fuori Programma” potranno partecipare, conversando-camminando, usando un sistema whisper-radio, ai walkabout di Urban Experience condotti da Carlo Infanteil 18 e il 21 luglio continua a leggere  
Sono previsti due workshop: il 10 luglio alle ore 17,30 tenuto dalla Vertigo Dance Company presso la Scuola di Danza Mimma testa a Trastevere e il 26 luglio alle ore 15.00 dalla Compagnia Zappalà Danza (120 min di lezione) presso il Teatro Vascello.
mediapartner Dance & CultureDanzadoveDanzasìTeatro e Critica
partner Casa dello spettatore, Suoni e Luci, Urban Experience 
Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Danza, Drammaturgia Contemporanea,
Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Spettacoli per Bambini e Laboratori
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, RomaVia Maurizio Quadrio, 22, 00152 RomaVia R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 
Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello 
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I vincitori di Coreografica... mente premiati da Lindsay Kemp


IL PRESIDENTE DI GIURIA LINDSAY KEMP HA CONSEGNATO I PREMI AI VINCITORI DELLA SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO DI CORTI DI TEATRODANZA COREOGRAFICA…MENTE,
DA UN’IDEA DI MANUEL PARUCCINI, PRIMO BALLERINO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA, A CURA DI ANTONELLA GRANATA

Dopo una selezione che ha visto alternarsi sul palcoscenico del Teatro Lo Spazio ben 10 compagnie con i corti di teatro danza, il  maestro Lindsay Kemp (in foto), nelle vesti di presidente di Giuria, ha premiato i 3 vincitori della seconda edizione di COREOGRAFICA…MENTE.  Il progetto, nato da uno spin off di un concorso di corti teatrali già esistente al Teatro Lo Spazio diretto da Francesco Verdinelli, consolidato da nove anni di successo, è un’idea di Manuel Paruccini, primo ballerino del teatro dell’Opera di Roma, a cura di Antonella Granata, per offrire uno spazio al Teatrodanza, ai danzatori e coreografi contemporanei che attraverso il loro percorso creativo e lo studio del movimento esprimono le proprie emozioni.   
Alla serata di venerdì 13 luglio, che ha visto esibirsi i 10 finalisti in concorso,   hanno partecipato accanto a Lindsay Kemp tutti i giurati del Concorso: Bruno Civello, Massimo Zannola, Anna Cuocolo, Paolo Damiani, Raffaele Festa Campanile, Paolo Vivaldi, Milena Zullo, Alberto Spiazzi, Roberto Fornara, Daniela Zanchini Manes, Valentina Marini, Monica Ratti, Anna Maria Achilli, Stefano Pironti, Ricky Bonavita, Geppi Di Stasio, Stefano Onofri, Francesco Sciacca, Antonio Desiderio , Anna Maria Galeotti, Daniela Maccari, Gabriella Borni, Annarita Chierici, Paola Bellisari, Rachel Mossom, Theodor Rawiler, Simona Scarpati, Mary Ferrara e Silvia Elisabetta Cangelosi.
Ad aggiudicarsi il primo premio METTETEVI NEI NOSTRI PANNI di Donatella e Viola Centi. Secondo classificato ANCH’IO…NON HO SCELTO di Luca Di Nicolantonio e terzo MEMENTO di Giacomo Perfetti. I premi come migliori interpreti sono andati a Valerio Angeli e Francesca Formisano, il premio residenza coreografica  a SKIN IN THE MIRROR di Angela Tiesi e a DIVINA di Marco Laudani, infine il premio TEATRO E PSICOLOGIA a OPEN DOOR di Francesco Italiani, ad ANESTESIA DEI SENTIMENTI di Livia Lepri e ad ARTEMISIA di Carmen De Sandi.
Ai vincitori del Concorso la possibilità di  rappresentare lo spettacolo nella stagione 2018/19 del teatro.

Ufficio stampa brizzi comunicazione-Monica Brizzi 3345210057
Teatro Lo Spazio (via Locri 42/44 tel.06/77076486 www.teatrolospazio.it)   



Stefania Ventura porta in scena la storia di Gaia

 Stefania Ventura, la celebre attrice della compagnia di Luigi De Filippo, è protagonista mercoledì 11 luglio alle ore 21 (palco esterno) del MARCONI TEATRO FESTIVAL con “Gaia in veloce e scherzoso discorso al mondo”, una produzione Golden Show.
Dopo avere lavorato per varie produzioni Teatrali tra le quali Garinei e Giovannini  al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei e varie compagnie di giro tra le quali quelle di Aldo Giuffré, Adriana Asti, Ida di Benedetto, Antonio Salines, Paolo Ferrari, lavora per tre stagioni teatrali consecutive con Luca De Filippo, quindi con Peppe Barra e nel 1996 inizia una collaborazione artistica e costante con la compagnia di Luigi De Filippo. Con Luigi De Filippo interpreta in 22 anni tanti personaggi diversi tra loro, quasi sempre brillanti. La ricordiamo tra l’altro nei panni di Concetta Cupiello in “Natale in casa Cupiello” di E. De Filippo, con Luigi De Filippo e per la sua regia.
Stefania Ventura al MARCONI TEATRO FESTIVAL porta in scena la storia di Gaia.

PAN CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA


Area Archeologica - Arco di Malborghetto

11 LUGLIO 2018
                                                                            ore 21.00
Gruppo Progetto Città
presenta

PAN CRAZIO: LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA

di Alma Daddario

con  Simone Migliorini, Carlotta Bruni

musiche originali dal vivo David Dainelli al violino Angela Zapolla
regia Simone Migliorini


Il testo è una proposta originale: una sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, il semidio metà capra metà uomo, abbandonato dalla madre per la sua spaventosa bruttezza, inventore del flauto. Un testo “straordinario per originalità e impatto emotivo”, come è stato definito da alcuni critici.
Pancrazio cresce con un’inevitabile e insaziabile fame d’affetto, che cerca soprattutto nelle donne. Maldestri tentativi di seduzione ai limiti della violenza, situazioni paradossali e anche comiche, si alternano ad alterchi con il genitore, a farneticazioni oniriche con figure femminili portanti, in quello che ci è apparso un vero e proprio viaggio nell’inconscio attraverso dubbi e paure che in fondo appartengono a tutti noi. Non si risparmia in questa non facile prova d’attore Simone Migliorini, che dando voce a tutti i personaggi, dimostra un virtuosismo e una sensibilità singolare. Ma altri virtuosi contribuiscono alla magia della messa in scena: il maestro David Dainelli, che ha firmato le musiche originali, al piano, la talentuosa violinista Angela Zapolla e l’ispirata danzatrice Carlotta Bruni, che evoca i fantasmi di un femminino onnipresente seppur sfuggente.

Il mito è qualcosa che non è mai accaduto, ma che in realtà accade sempre

Alma Daddario, autrice teatrale, giornalista e scrittrice, laureata in “Lingue e letterature straniere”, vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con le testate giornalistiche: Elle, Sipario, Il Messaggero di Sant’Antonio, Orizzonti, La Nuova Ecologia, Global Press, Free Lance International Press, Noi Donne, Tiscali ambiente. Come autrice teatrale nel 1997 per “Siamo tutti…libertini”, regia di Walter Manfrè, ha ricevuto il premio “Stanze Segrete”, e nel 2002 il  premio Fondi la Pastora per il testo “Io…Ero”.
Ha inoltre rappresentato:  “Albertine o della gelosia”, “L’anima e la voce”, “Le confessioni”, “Ritmo spezzato”, “Mare Nostrum”, “Le attese: moods for love”, “Come nebbia sottile o lieve sogno”, “Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede”, “Ero e Leandro: ask me no more”, “Pancrazio, la libertà di avere paura”, “Clitennestra”.
Ha pubblicato saggi sulla scrittura creativa, tra i libri: “Notti e giorni”, “Se scrivere potesse dire” , “La nebulosa del Caso Moro” , “Strani frutti e altri racconti” e “Oltre la quarta parete”, raccolta di testi teatrali edito da ChipiùneArt. Con la scrittrice Dacia Maraini ha collaborato, presso il Centro Internazionale Alberto Moravia, alla realizzazione di seminari di drammaturgia. Dal 2003 fa parte della giuria del premio teatrale: “Ombra della Sera” per il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra. E’ membro del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea CENDIC e fa parte della giuria del concorso internazionale di drammaturgia contemporanea: L’Artigogolo, organizzato dall’editrice ChiPiùneArt.
Si occupa di eventi culturali e uffici stampa per la D&C Communication.

                                                    (in foto Simone Migliorini e Carlotta Bruni)

Case senza luce, Matera

"CASE SENZA LUCE, MATERA”, che andrà in scena il 9 luglio alle ore 20.30, presso l’ex Ospedale San Rocco di Matera, è uno spettacolo che racconta varie fasi storiche della città di Matera e di alcuni paesi dell’area che si sono distinti per essere stati leader della lotta di “occupazione delle terre” quali San Mauro Forte, Montescaglioso, Tricarico, Ferrandina e Irsina.
L’evento sarà realizzato nel luogo che, prima fu monastero, poi divenne il carcere dove furono rinchiusi molti occupatori di terra tra i quali Rocco ScotellaroAnna AvenaAntonia Miccio, che partorì in carcere, ed altri “lottatori” che faranno del Materano, a partire dal 1940, l’area più “rivoluzionaria” d’italia, prima contro il fascismo e il nazismo, poi contro i latifondisti.
Le porte delle celle sono rimaste integre. Quelle di un tempo. Davanti a quelle porte prenderanno vita Luisa Levi, che nel 1935, per prima, parlò dei Sassi di Matera attraverso l’opera del fratello Carlo, il “Cristo si è fermato a Eboli”. Prenderanno vita altri personaggi quali Togliatti, che nel 1948 fece un comizio storico a Matera; Albino Sacco che con Olivetti, Levi, Mazzarone, Scotellaro ed altri, costruì il primo progetto per ridare dignità agli abitanti dei Sassi.
Due personaggi femminili importanti saranno inoltre Anna Aveva, l’occupatrice di Montescaglioso che, su una terra, vide l’assassinio di Giuseppe Novello ad opera della polizia, venne arrestata e portata nel carcere di Matera; Antonia Miccio, che nel 1940, con altri 130 sanmauresi, si oppose al fascismo assalendo il Comune, ne seguì una sparatoria dove persero la vita due manifestanti e lei venne ferita, incarcerata, costretta a partorire nel carcere di Matera.
Ma sono tanti altri i personaggi che caratterizzano lo spettacolo, anche persone della contemporaneità. Tra loro, due signore materane, una, la cui vita ha avuto una svolta lavorativa dopo l’apertura di un B&B nei Sassi, e un’altra che non vede l’ora che muoia la suocera per entrare in possesso del Sasso dove aprire un B&B che permetterebbe ai figli emigrati a Cernusco sul Naviglio di ritornare a Matera. Vengono narrati inoltre momenti importanti della vita della città quali l’arrivo dei monaci basiliani, e ancora la nascita dei monasteri, della trasformazione di un monastero in carcere, la chiusura dei Sassi, la costruzione dei primi borghi rurali e fino alla Matera attuale.
Lo spettacolo è frutto di un laboratorio teatrale di 430 ore che l’equipe del Centro Mediterraneo delle Arti, diretto da Ulderico Pesce, ha tenuto a Matera. Un laboratorio in cui si è sperimentato il metodo teatrale “organico” concepito da Stanislavskij; in cui sono stati rintracciati e studiati documenti storici utilizzati poi a fini spettacolari.
Ulderico Pesce ha dichiarato: “Sapere che nella mia terra, la Basilicata, c’è una città che vive da 8.000 anni, Matera, mi ha fatto nascere l’esigenza di provare a capirla e sentirla più vicina. Oggi, dopo averla vissuta e studiata per un po’, sento il dovere di provare a raccontarla. E’ la narrazione di storie particolari che sono diventate storie universali. Raccontare Matera significa raccontare l’evoluzione dell’uomo e del mondo.”
La dottoressa Patrizia Minardi, dirigente della regione Basilicata ha dichiarato: “Vuoti che accolgono il viandante in cerca di un rifugio sicuro dove tramandare una spiritualità universale e senza tempo; vuoti come buchi neri, che “svelano” all’anima, il senso del connubio, inscindibile, tra uomo e natura. E poi… pieni, solidi promontori che svettano e, ancora, grotte, grotte senza luce, case senza luce, profonde, scavate nel ventre della terra, lì, dove, si conserva l’acqua, lì, dove è il cuore pulsante della vita. E poi, ancora, tramonti rosso fuoco e l’alba chiara, rinnovata sulla Murgia brulla, deserta, sulla terra spaccata dal sole, arida e ferita, ferita e sanguinante, in attesa di quella preghiera corale per l’acqua che scende a consolare la terra. I vuoti e i pieni, i baratri e gli strapiombi rocciosi, le grotte, i Sassi in cerca di luce, della luce dell’anima che si svela, piano piano, con pudore, all’uomo che li abita. Luoghi senza luce che hanno vestito la spiritualità dell’uomo in cammino nella speranza di una rinascita eterna.”





Citofonare Strabioli , Quando l’Intervista diventa Spettacolo



 Venerdì 6 Luglio al Gay Village torna una grande amica e nuova indiscussa icona della televisione italiana. Per il ciclo "Citofonare Strabioli, Quando l'Intervista diventa Spettacolo", il padrone di casa Pino Strabioli incontra la grande Franca Leosini, per un graditissimo ritorno sul palco arcobaleno dove insieme a Pino, l'attende la drag singer Daniel Decò, coinquilina strampalata col vizio del canto, vera disturbatrice di Casa Strabioli.
Ad occupare il colorato appartamento vintage di Strabioli nelle prime ore della serata, ci penserà un'ospite e amica d'eccezione come Michela Andreozzi, autrice del libro "Non Me Lo Chiedete Più. #ChildFree", Ed. HarperCollins, che presenterà con la partecipazione di Daniela Stazzitta Collu.
A seguire si alterneranno i video, le storie raccontate, gli aneddoti e i ricordi della Signora del Crimine, che da anni colleziona consensi con i suoi seguitissimi programmi Rai, tanto da nascere spontanei fan club a lei intitolati... Sei un Leosiner's? E allora non si può mancare all'appuntamento con Franca e le sue storie!

FRANCA LEOSINI BIOGRAFIA
Laureata in Lettere Moderne, giornalista, approda in televisione dalla carta stampata. Al culturale de L'Espresso ha firmato grandi inchieste e interviste. Memorabile la “scandalosa” intervista a Leonardo Sciascia, “Le zie di Sicilia”. L'interesse per la figura e per il ruolo della donna nella società porta Franca Leosini alla direzione del mensile Cosmopolitan. Successivamente firma la “terza pagina” del quotidiano Il Tempo, attenta sempre ai fenomeni evolutivi di costume, società e cultura.  In RAI, Franca Leosini approda nel 1988 come autore delle inchieste più note di Telefono Giallo. Sempre su Raitre conduce lo spazio dedicato al noir, nella trasmissione Parte Civile. Successivamente, in prima serata su Raiuno, conduce con Sandro Curzi I grandi processi. E sono alcuni fra i più grandi processi nella storia del crimine in Italia che Franca Leosini ricostruisce e commenta. Dal 1994 Franca Leosini è l'autore e conduce su Raitre Storie Maledette, programma “cult” per gli appassionati del noir, che ha anche ispirato numerose produzioni cinematografiche. Con Franca Leosini, in esclusiva, hanno accettato di parlare gli autori dei delitti, protagonisti delle vicende giudiziarie e umane che hanno maggiormente segnato l'opinione pubblica: da Pino Pelosi, l'assassino di Pasolini, a Angelo Izzo, uno dei “mostri” del Circeo; da Immacolata Cutolo, moglie del boss della Camorra a Fabio Savi, quello della “Uno Bianca”; da Patrizia Gucci a Marco Mariolini, “il collezionista di anoressiche”, puntata che ha ispirato la pellicola cinematografica di Matteo Garrone. Ancora una svolta nel lungo percorso all'interno del giallo, nasce nel 2004 Ombre sul Giallo, una trasmissione della quale Franca Leosini ancora una volta è autore e conduttore. Ombre sul Giallo ricostruisce e analizza con metodo, vicende giudiziarie umane sulle quali densa ancora permane l'ombra del dubbio, il tormento di un mistero irrisolto o anche l'ipotesi di un errore commesso da chi era stato chiamato a indagare e a giudicare. Al di là del Delitto di via Poma; del Delitto dell’Olgiata; del Delitto di Anna Grimaldi; del Delitto di Balsorano, memorabile su tutto l’avere riscritto, a distanza di 30 anni la verità sul Delitto Pasolini con le esclusive rivelazioni in diretta di Pino Pelosi.

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LE CITTÀ PERDUTE (e ritrovate) in scena al Teatro Vascello

Asinitas onlus e Fabbrica dell'attoreTeatro Vascello porta in scena l'esito finale di due percorsi di laboratorio teatrale con gruppi eterogenei per lingua, nazionalità, età, formazione artistica.

Ancora un'esperienza di teatro comunitario, in cui all'interno di cornici sapientemente costruite ad andare in scena è l'incontro tra persone, nei loro corpi, nelle loro storie.
Con il sostegno della fondazione Altamane e con il contributo del MIBACT- Migrarti 2018 



LE CITTÀ PERDUTE (e ritrovate) 


4 e 5 luglio 2018
Ore 19.00 - NARIKONTHO. Voci oltre i confini
Ore 21.30 - INDIDY, MAMADY e IL DONO


NARIKHONTO-Voci oltre i confini
Uno spettacolo onirico, una costruzione drammaturgica che procede soprattutto per immagini e voci intrecciate a immagini, video e teatro d'ombra. Va in scena un gruppo di donne di Torpignattara, di diversa nazionalità, età e formazione artistica, che si è incontrato da gennaio a giugno.
Il lavoro si è dipanato a partire dalle fiabe del femminile, attraverso le ricerche di Marie Louise Von Franz e di Clarissa Pinkola Estes. 
Identificandosi con le protagoniste, estrapolando dalle fiabe i temi che sembrano antropologicamente universali, ma scoprendone le specificità culturali e soprattutto le risonanze personali in ognuna, ne è uscito un racconto corale dell'individuazione femminile: le fatiche, le lotte, ma anche il fuoco, la danza, l'amore, la ribellione. Il laboratorio è condotto dalla regista Emanuela Ponzano, affiancata da Viviana Dibert come assistente alla regia e arricchito con il teatro d'ombra espressivo, guidato da Virginie Ransart.  
Ruolo fondamentale hanno il canto e la danza attraverso laboratori a cura della mediatrice culturale ed artistica Sushmita Sultana del Bangladesh, cantante e ballerina, e di Daniela De Angelis, Arianna Consoli e Antonia Harper, cantanti, musiciste e pedagoghe musicali.


INDIDY, MAMADY E IL DONO
Due giovani africani dopo un terribile viaggio arrivano sulla soglia di una città, in un posto "sacro" in cui sperano di poter restare, trovare riposo. Qui incontrano una strana umanità, chiassosa e multicolore, frivola e discorde, che discute della possibilità di accoglierli o rimandarli indietro. 
Gli "Ospiti" dichiarano di portare in dono qualcosa di buono alla città, ma esitano nell'esplicitare cosa.
All'interno del laboratorio di teatro comunitario di Asinitas onlus il lavoro, condotto da Alessandra Cutolo è partito dall'adattamento dell'Edipo a Colono di Sofocle per indagare, nell'urgenza della nostra contemporaneità, il tema dell'ospitalità, dello scambio, del dono, dell'ostilità verso l'estraneo, la diversa spiritualità, la delusione nel non aver trovato quanto si cercava, la relazione con le seconde generazioni.
La regista Alessandra Cutolo è affiancata da Patience Sare (miglior attrice Migrarti 2017). 
La musica è centrale grazie all'apporto di Matteo Portelli, musicista e compositore, e di Madya Diabaté, griot del Senegal e suonatore di kora, che porta all'interno del gruppo la tradizione dei cantastorie. 
La danza e il movimento scenico sono a cura di Angela Cocozza, danzatrice coreografa, insegnante e direttrice della scuola di danza Termini Underground e di Juru e Woody Hellen, ballerini e coreografi.

Per assistere alle rappresentazioni conclusive del laboratorio di teatro comunitario non è possibile acquistare biglietti al botteghino ma solo farsi sostenitori e promotori del progetto, attraverso una donazione ad Asinitas (maggiori informazioni qui)




Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Spettacoli per Bambini e Laboratori.
Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, RomaVia Maurizio Quadrio, 22, 00152 RomaVia R. Giovagnoli, 20,00152 Roma 
Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, 
oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello 


PennadorodiTania CroceDesign byIole